Allegato n. 2 al documento CIR/UNS/CCO/14-2023 – Gennaio 2026
In conformità al Regolamento (UE) 2019/2088 (SFDR) e al Regolamento Delegato (UE) 2022/1288, RF Assicurazioni di Franco Fabio & C. S.a.s., in qualità di intermediario assicurativo che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo a prodotti di investimento assicurativo (IBIP), adotta la presente Dichiarazione sui principali effetti negativi delle consulenze in materia di assicurazioni sui fattori di sostenibilità.
Indice
In conformità alle previsioni del Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 (di seguito “Regolamento 2088”) e del Regolamento Delegato (UE) 2022/1288 della Commissione del 6 aprile 2022 (di seguito “Regolamento 1288”), l’Agenzia adotta la presente Dichiarazione.
L’adozione avviene sulla base delle disposizioni di dettaglio di cui al Regolamento 1288 e nel contesto di un quadro normativo complesso e in costante evoluzione.
Ai fini del presente documento, un intermediario assicurativo iscritto alla sezione A del Registro Unico Intermediari (RUI) che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP.
Soggetti che, per il finanziamento delle proprie attività, emettono strumenti finanziari atti alla circolazione e quindi a essere scambiati su un mercato. Le imprese organizzate in forma di società di capitali che finanziano il proprio debito a medio e lungo termine (emittenti corporate) e gli Stati che finanziano il proprio debito pubblico (emittenti governativi) sono i più importanti emittenti di strumenti finanziari.
Problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva.
Un prodotto assicurativo che presenta una scadenza o un valore di riscatto e in cui tale scadenza o valore di riscatto è esposto, in tutto o in parte, in modo diretto o indiretto, alle fluttuazioni del mercato e non include:
Investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo ambientale, misurato, ad esempio, mediante indicatori chiave di efficienza delle risorse concernenti l’impiego di energia, l’impiego di energie rinnovabili, l’utilizzo di materie prime e di risorse idriche e l’uso del suolo, la produzione di rifiuti, le emissioni di gas a effetto serra nonché l’impatto sulla biodiversità e l’economia circolare, oppure un investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo sociale, in particolare un investimento che contribuisce alla lotta contro la disuguaglianza, o che promuove la coesione sociale, l’integrazione sociale e le relazioni industriali, o un investimento in capitale umano o in comunità economicamente o socialmente svantaggiate, a condizione che tali investimenti non arrechino un danno significativo a nessuno di tali obiettivi e che le imprese che beneficiano di tali investimenti rispettino prassi di buona governance, in particolare per quanto riguarda strutture di gestione solide, relazioni con il personale, remunerazione del personale e rispetto degli obblighi fiscali (articolo 2, punto 17, Regolamento 2088).
Un evento o una condizione di tipo ESG che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento (c.d. dimensione di rischio “subito”).
Impatto negativo delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità, cioè su problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla corruzione attiva e passiva (c.d. dimensione di rischio “generato”).
La presente Dichiarazione viene adottata dall’Agenzia in applicazione di quanto previsto dal Regolamento 2088 e dal Regolamento 1288, trattandosi di intermediario che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo ai prodotti di investimento assicurativo (IBIP).
Unipol Assicurazioni S.p.A. (di seguito “Unipol” o “Compagnia”) ha definito le proprie “Linee Guida per l’attività di investimento responsabile” (le “Linee Guida”), attraverso le quali la Compagnia si impegna a presidiare i Fattori ESG nelle attività di investimento, definendo le modalità di integrazione degli stessi nel relativo processo decisionale, con particolare riferimento agli investimenti diretti delle Gestioni Separate collegate a prodotti rivalutabili e ai PIP attuati mediante contratti di assicurazione sulla vita di cui al ramo I dell’art. 2, comma 1, del D.lgs. 209/05 e s.m.i. Rispetto ai prodotti Unit-Linked e Index-Linked, ai PIP attuati mediante contratti Unit-Linked, nonché ai Fondi Pensione Aperti, fatta eccezione per specifiche opzioni di investimento che integrano i Fattori ESG nei criteri di selezione degli emittenti e di gestione degli investimenti, la Compagnia svolge un monitoraggio ex post sugli investimenti diretti sottostanti, per verificare in che misura rispettano i criteri ESG definiti dalle suddette Linee Guida.
Come previsto dalle proprie “Linee Guida”, e in relazione al perimetro di investimento ivi definito, Unipol considera i principali effetti negativi delle proprie decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità (gli “Effetti Negativi”). In particolare, con riferimento agli investimenti finanziari, la Compagnia si impegna a presidiare gli Effetti Negativi attraverso un processo di dovuta diligenza volto a identificare, prevenire e mitigare tali effetti, verificando e valutando l’approccio degli emittenti ai principi di condotta responsabile.
L’individuazione dei Fattori ESG rilevanti ai fini delle decisioni di investimento è inserita nel più ampio sistema di presidio dei Fattori ESG che utilizza strumenti diversi per identificare e valutare, da un lato, i rischi di sostenibilità e, dall’altro, gli effetti negativi attuali e potenziali connessi alle dimensioni ambientali, sociali e di governance.
Con particolare riferimento agli effetti negativi, la partecipazione alle principali iniziative globali (di settore e trasversali) in ambito di sostenibilità contribuisce a garantire un costante aggiornamento di Unipol, quale facente parte del Gruppo Unipol, rispetto alle tematiche che ne determinano l’insorgere riguardo alle dimensioni ambientali, sociali e di governance. Unipol, inoltre, approfondisce la comprensione dei principali effetti negativi che potrebbero essere generati dal suo operato, comprese le decisioni di investimento, nell’ambito di processi strutturati che prevedono anche il coinvolgimento di stakeholder esterni.
Tra questi processi: analisi di materialità d’impatto, sistema di reputation management, survey sui rischi emergenti per il mercato assicurativo.
Gli effetti negativi sono rilevati considerandone la gravità, compreso il loro carattere potenzialmente irrimediabile, e la probabilità. Tali rilevazioni sono state il punto di partenza per la definizione dei presidi contenuti nelle Linee Guida, che hanno l’obiettivo di ridurre la probabilità di determinazione di effetti negativi attraverso la prevenzione e di ridurne la gravità attraverso azioni di mitigazione.
Unipol si avvale quindi di dati, informazioni e rating in merito alle performance ESG degli emittenti in portafoglio (nonché di quelli appartenenti al più ampio universo investibile), in base ai quali può procedere a valutazioni periodiche dei potenziali effetti negativi sui fattori di sostenibilità, supportando così la definizione – anche in relazione agli impegni e obiettivi nelle Linee Guida – delle priorità in termini di prevenzione e mitigazione degli impatti negativi sui fattori ESG.
La Compagnia ha pubblicato sul proprio sito web la “Dichiarazione sui principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità”.
Gli Agenti collocano prodotti realizzati dalla Compagnia, in coerenza con le indicazioni fornite dalla stessa e con il supporto nei processi consulenziali dei sistemi informatici messi a disposizione dalla Compagnia medesima. Le informazioni pubblicate dalla Compagnia costituiscono informazioni rilevanti per comprendere l’approccio adottato dalla stessa in merito alla considerazione dei principali effetti negativi.
In conseguenza di questo, la fornitura delle attività di consulenza in materia di prodotti di investimento assicurativo da parte degli Agenti tiene conto della considerazione dei principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità svolta dalla Compagnia nelle sue decisioni di investimento, incluse le azioni intraprese e le azioni pianificate per evitarli o ridurli.
La classificazione e la selezione dei prodotti finanziari sulla base degli indicatori degli effetti negativi sulla sostenibilità è svolta qualora la Compagnia prenda in considerazione tali indicatori nella caratterizzazione degli specifici prodotti e nella misura e secondo le indicazioni fornite dalla Compagnia stessa nella documentazione precontrattuale dei prodotti stessi.
La presente Dichiarazione è pubblicata sul sito web dell’Agenzia in una sezione separata denominata “Dichiarazione sui principali effetti negativi delle consulenze in materia di assicurazioni sui fattori di sostenibilità”.
Laddove l’Agenzia non disponga di un sito web, rende disponibile la presente Dichiarazione presso i locali ove si svolge attività di intermediazione, nel rispetto delle disposizioni in materia di informativa precontrattuale, tempo per tempo vigenti.
Riferimenti normativi: Regolamento (UE) 2019/2088 (SFDR) · Regolamento Delegato (UE) 2022/1288 · Allegato n. 2 al documento CIR/UNS/CCO/14-2023, Gennaio 2026.
Per consultare anche la Politica di integrazione dei rischi di sostenibilità e l’Arbitro Assicurativo:
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